Francesco Vico

Francesco Vico nasce a Savona nel 1982, vive e lavora a Mallare (SV).

Scrive poesie, racconti, saggi, testi teatrali e televisivi, liste della spesa, lettere anonime e in generale tutto quello che gli passa per la testa.

Partecipa regolarmente a varie performance poetico-artistiche, dal 2007 collabora alle Raindogs Poetry Night del circolo culturale Raindogs di Savona, in qualità di organizzatore e poeta.

Alcune sue poesie sono state pubblicate su internet (Rivista Inutile, Dadam@g), alcune su antologie di concorsi poetici (Premio Calichantus, Il Federiciano), la sua raccolta poetica “Natale, Alessio, i pupazzetti & altre storie” è in distribuzione gratuita sul sito www.ebookitaliani.it.

Un elenco completo e più o meno aggiornato delle sue pubblicazioni è disponibile sul suo blog francescovico.blogspot.com.

 

Tu, io, Parigi 1886

 

La nostra prima notte assieme

abbiamo stabilito con certezza

che noi due c’eravamo già incontrati.

Pensa: Parigi, fine Ottocento,

tu cantante famosa, io poeta squattrinato

per quattro mesi di sfrenata passione

di bistrò e rives gauches e tavolini di café

a bere pastis o assenzio all’Ungherese

mangiando baguettes o pan au chocolat, con sottofondo

di violini e fisarmoniche e tramonti sulla Senna

correndo nella pioggia per poi perdere

l’ultima carrozza.

Amando in ogni scorcio di città.

Fino a che tu non mi hai attaccato la tisi

oppure io a te

e alla fine dei quattro mesi di passione

abbiamo fatto tutti e due una brutta fine.

E nonostante la fortuna di trovarci adesso

(dopo 120 anni e un sacco di strane guerre)

in un posto meno umido

siamo di nuovo qui ad abbracciarci stretti,

ad attaccarci nuove & misteriose sindromi influenzali:

un po’ come dei polli, o dei maiali.

Io che sono allegro e triste assieme.

Tu persa a osservare un preambolo di primavera

nella pioggia di febbraio.

E nonostante tutti i progressi

della medicina e della scienza in generale

un antibiotico che riesca ad impedirci

di cascarci un’altra volta

meno male che ancora nessuno l’ha inventato.