Domande e risposte

le FAQ di poesiaèrivoluzione

 
Talvolta poeti e lettori ci domandano chiarimenti su alcuni aspetti del progetto. Questa pagina nasce per fornire loro le risposte alle domande più comuni, rimaniamo comunque a Vostra completa disposizione per qualunque altro dubbio.

Scriveteci all’indirizzo info@poesiaerivoluzione.it.

 

1. Vorrei pagare i libri direttamente al postino, posso?

No. Siamo spiacenti ma non effettuiamo spedizioni in contrassegno: sono molto costose e non convenienti.

2. In quale libreria posso acquistare il volume?

Per ora i libri sono acquistabili esclusivamente dal sito di poesiaèrivoluzione. Ci auguriamo tuttavia di poter presto distribuire i volumi attraverso altri canali. Aspettiamo però di fare un catalogo di tanti titoli, per il momento diffondiamo la poesia attraverso gli appassionati che si mettono in contatto con noi. Considerando che l’opera di ciascun poeta gira nelle mani di tanti altri poeti come lui, questo tipo di distribuzione è molto “sincero” e efficace per far conoscere gli scritti.

3. Posso partecipare ai concorsi con poesie in vernacolo?

Certamente. Sono bene accette le poesie in tutte le lingue d’Italia. Compatibilmente con lo spazio, si prega di inviare anche la traduzione.

4. Perché solo 23 versi?

Questo è lo spazio che noi vi diamo, spazio che occupa una pagina intera di libro. Abbiamo deciso così perché in ogni caso questi versi sono sufficienti per esprimere un’emozione, per analizzare definire un tema insomma. E’ un po’ come chiedere all’arbitro perché una partita di calcio dura 90 minuti. Nei vostri diari o in altri contesti potete “poetare” con opere più lunghe, come sempre… Ma questa è la regola di Poesiaèrivoluzione.

5. Ma se partecipo i diritti d’autore a chi vanno?

Poiché ci date solo l’autorizzazione ad inserire l’opera nell’antologia, i diritti d’autore rimangono a voi. Ci consentite solamente di pubblicare l’opera, e per questo non avete nulla da pretendere in termini monetari. La poesia, ovvero la vostra opera intellettuale, resta di vostra assoluta proprietà.

6. Ma i 200 (è un esempio) poeti selezionati sono in ordine di bravura? Non sono un po’ troppi? Che razza di concorso è?

Non è un concorso a premi e non c’è un ordine di arrivo o di bravura. Tutti gli elaborati selezionati compongono l’antologia, per completare ogni aspetto che riteniamo utile a definire il tema dato.

7. Ma allora chi sceglie le opere e come vengono valutate?

Le opere vengono scelte da un comitato di lettura, composto dai rappresentanti del collettivo poesiaèrivoluzione, un gruppo di amici appassionati di scrittura e in particolare di poesia. Vengono scelte le poesie più belle tra quelle pervenute, e scartate quelle banali, quelle troppo astruse, quelle piene di errori, scritte con sufficienza, mancanti di dati, troppo lunghe e via dicendo.

8. Evviva sono stato selezionato! Ho vinto qualche cosa?

Complimenti e grazie per aver partecipato al progetto. Gli elaborati selezionati saranno inclusi in un’antologia a tema. Non sono previsti però libri in omaggio.

9. Perché sostenerci e perché acquistare il libro?

Ecco perché…

Alcuni poeti (non troppi, per fortuna) ci chiedono come mai non diamo una copia in omaggio ai selezionati, ci criticano dicendo che chiedere di acquistare il libro è “lucrare sulla cultura” e altre amenità simili. Per questo abbiamo deciso (anche a muso duro) di esporre le nostre ragioni. Che sono semplici, a volerle ascoltare.

Innanzitutto noi non siamo milionari, e perciò non ci possiamo permettere di fare operazioni culturali fregandocene dei soldi che queste operazioni richiedono. Tanto per capirci: per fare un libro si paga la tipografia e si pagano i grafici, oltreché le spedizioni. Senza contare tutto il lavoro che ci vuole (e il tempo) per raccogliere e selezionare il materiale, fare promozione etc.

Noi siamo un collettivo di amici che amano la poesia e la scrittura in generale, siamo ragazzi e ragazze che stanno portando avanti questo progetto senza alcun contributo istituzionale, e cerchiamo di dare un servizio ai poeti e alla poesia senza pretendere chissà cosa da nessuno. Potete acquistare il libro, se volete. Altrimenti pazienza. Però basta con le pretese di averlo gratis.

Dire che noi vendendo il libro “lucriamo sulla cultura” è una fesseria immane. Per caso quando andate dal panettiere dite che lui è un disonesto perché “lucra sul pane”? Il pane eh, una cosa che è indispensabile all’uomo per vivere. Come la cultura d’altronde, e per il pane, come per i libri si son fatte delle rivoluzioni. Vabbè, ma questo esula dal nostro discorso. Per caso quando andate a fare benzina sputate addosso al benzinaio dicendo che lucra sulla vostra libertà di movimento? Oppure quando andate in un negozio di abbigliamento date una lavata di capo alla commessa, accusandola di lucrare sul vostro diritto a essere vestiti? Possiamo continuare all’infinito (bollette, gas, acqua, salute, etc etc). E possiamo fare anche questa domanda: voi lavorate gratis?

Perciò, chi vuole il libro se lo compra. Senza fare tanto il “fighetto” dicendo io ho vinto tale concorso e talaltro, ho un curriculum da qui a Manila, sono questo, quello e quell’altro ancora… E be’? No, ma diciamo: e be’? Aria. La rivoluzione si fa con gli ultimi, l’hanno sempre fatta gli ultimi. La gente con la pancia piena, boriosa e piena di sé, non è rivoluzionaria per natura. E non ci interessa averla tra le nostre fila.

Ma perché sostenerci allora?

Semplice. Perché quando a questo progetto dovesse mancare il sostegno dei poeti, questo progetto chiuderà. Perciò, se volete avere questa possibilità, questo terreno dove dialogare, confrontarvi, mettervi in discussione, proporvi all’esterno, ai lettori, agli altri poeti, meditate di sostenerci. La rivoluzione parte dall’impegno di ognuno. E se lo volete capire, capitelo. Altrimenti mandate alla Mondadori o a chi per lei.

Un saluto rivoluzionario.
 
 
p.s.: Ci scusiamo con chi, con coscienza, ci sostiene e ha avuto, comunque, la pazienza di ascoltare le nostre ragioni. Difendiamo il nostro progetto, la nostra rivoluzione. Fatelo con noi.