Antonio Massimiliano Di Cosmo
Mi chiamo Antonio Massimiliano Di Cosmo. Sono nato a Potenza il 1 marzo 1975 e risiedo a Bari, dove sono cresciuto e vissuto sino alla maturità, quando dopo essermi diplomato all’istituto alberghiero ho incominciato a lavorare stagionalmente come cuoco, l’estate in alberghi di Rimini e Riccione e l’inverno in quelli di Trento.
Ho iniziato a scrivere qualche anno fa (non saprei dire di preciso quando), più che altro per curiosità, nei ritagli di tempo libero (con il lavoro che faccio, posso assicurarvi che non sono molti). Sono uno a cui piace molto leggere, un grande appassionato delle opere di Stephen King. Quando ho iniziato a fantasticare un po’ per conto mio, ho deciso di provare a mettere giù qualcosa.
La poesia è lo stile di scrittura con cui ho incominciato a divertirmi: ti permette di guardarti intorno, di osservare il mondo che ti circonda e di interpretarlo in chiave personale, penetrando profondamente nella tua intimità, dichiarando cose che, altrimenti, mai in vita tua riusciresti a dire. Riuscire a scrivere liberamente ciò che si pensa, anche in maniera un po’ psichedelica, come molto spesso accade quando si scrive una poesia, significa riuscire a esternare e a mettere a nudo il proprio vero io. Posso garantirvi che è davvero molto liberatorio.
Come dicevo prima, non è da molto che ho iniziato a scrivere e, purtroppo, non lo faccio neanche tanto spesso. Sino a ora ho scritto una quindicina di poesie e un racconto e sto tutt’ora lavorando a un altro progetto: un altro racconto che spero di riuscire a terminare al più presto.
Questa è la seconda volta che partecipo a un bando di concorso, ed è la prima volta che una delle mie creazioni viene selezionata e pubblicata (sono al settimo cielo).
Lo scrigno della passione
Mai i miei occhi,
se pur saturi d’esperienza,
si posarono su tal bellezza,
perdendosi nel marmoreo splendor delle tue forme,
che abbandonate sul morbido giaciglio,
mi ispirano impuri pensieri,
come il velenoso morso di una serpe,
che fa fluttuare la mente in fantasiose allucinazioni,
prima di far sopraggiungere la morte.
È l’argenteo luccichio di un fine raggio lunare che mi riporta alla realtà,
guidando il mio sguardo a fissarsi nel tuo,
dove, abbagliato, affoga senza respiro alcuno,
nelle immense e sconfinate profondità del verde mar racchiuso nei tuoi occhi,
che agita con impetuose onde di burrasca il mio spirito e la mia anima,
prigionieri ormai, senza via di fuga, nella prigione del tuo cuore.
Mai un inizio fu dichiarato.
Mai una fine fu preventivata.
Nessuna promessa da poter infrangere fu mai necessaria,
ma solo il tacito assenso alla sincerità di due anime vogliose d’amore,
racchiuso nello scrigno della passione e sigillato da un carnoso bacio colmo d’amore.
24/03/08
26/03/08