Rosalba Satta
Insegnante elementare in pensione, è nata a Nuoro, nel rione antico di San Pietro, il 24 novembre del 1948. Da oltre trent’anni risiede a Budoni, dove è stata Assessore alla Pubblica Istruzione , alla Cultura e allo Spettacolo.
Figlia d’arte – il padre è il famoso poeta in lingua sarda Franceschino Satta, scomparso il 25 luglio del 2001 – , è sposata con Liberato Ceriale ed è madre di due figli. Ha iniziato a scrivere da adolescente.
In seguito alla pubblicazione di alcune sue poesie nel settimanale “L’Ortobene” – diretto , allora , da Don Salvatore Bussu – ,visti i riconoscimenti e le sollecitazioni ricevuti da parte di lettori più o meno conosciuti, ha pubblicato, nel 1986, a cura delle Arti Grafiche AR.P.E.F di Nuoro, il suo primo libro di poesie , con prefazioni dello scrittore Mario Lodi e del poeta nuorese Giovanni Piga. Libro che ha avuto un’immediata, calda accoglienza e che è stato recensito, tra gli altri, dal critico Leandro Muoni.
Convinta da sempre che la poesia sia un’opportunità in più per contribuire a costruire un mondo a misura d’uomo, ha portato avanti nel suo “fare scuola”, per oltre vent’anni, un progetto di sperimentazione alla scrittura poetica dei bambini – che comprendeva anche l’insegnamento della lingua sarda nelle sue varianti - raggiungendo risultati di rilievo e prestigiosi riconoscimenti a livello regionale e nazionale . Vorrebbe pubblicare (qualora trovasse una Casa Editrice o un Ente disposti a farlo) un libro di poesie per bambini dal titolo “A scuola con la poesia” con prefazioni di Albino Bernardini e Federica Morrone.
Ha ottenuto, anni addietro, il terzo posto , con una silloge di dieci poesie, al Concorso Nazionale di Poesia, organizzato a Sesto Fiorentino dalla casa editrice Agemina e il secondo posto al concorso di poesia dialettale ”Fra’ Giovanni Maria” di Esterzili.
Ha partecipato alle trasmissioni televisive “Nuoro e i suoi poeti” (Teleisola), “Un libro per amico” (Teleregione), “Fatti vostri” (Rai1). Tanti dei suoi scritti (articoli e recensioni) hanno trovato spazio in diverse riviste della Sardegna e del Continente.
Comunicando, per iscritto, con lei , lo scrittore Marcello Argilli ha scritto: “Ho letto con grande interesse le sue poesie. Ora capisco la ragione più profonda dell’interesse che lei sa stimolare nei suoi alunni per il mondo della fantasia , per ciò che si può amare e fantasticare sulle pagine di un libro. Solo chi ha un’anima di poeta riesce veramente a comunicare in chiave poetica con i bambini e a svelare loro le vie dell’avventura dei sentimenti e della fantasia…”.
E la cicala canta…
Una volta credevo
che la cattiveria
fosse una pianta rara
e l’ingiustizia
un fatto eccezionale.
Una volta credevo
che a tessere la tela dell’inganno
fosse un ragno isolato
…magari un po’ malato.
Ora vedo
piante carnivore e ragni.
Tanti ragni
malati di potere.
Ma la cicala canta
e la ginestra
ubriaca di luce
veste di giallo il giorno.
Trad. in lingua sarda:
Unu tempus credio…
Unu tempus credio/ chi fin fundos raros/ sa malissia/ e tottu sos irbirgos/ pro cuffunder s’onestu./ Unu tempus credio/ chi a tessere/ sas tramas de s’ingannu/ fit un’aranzoleddu/ maladiosu e solu./ Oje bio/ fundos de cada casta/ chi si nutrin de petta/ e aranzolos a isumbru/ in tottube/ maladios…de gana ’e cumandare!/ Ma sa chichera cantat./ E-i sa tirìa,/ a laddara ’e luche,/ tinghet sa die de grogo…