Claudio Rocca
Sono nato a Gazzaniga il 29 giugno 1977 e ora vivo a Premolo, un piccolo comune nella Val Seriana in provincia di Bergamo. Iniziai a scrivere da bambino, cercando di seguire le orme di mio padre, poeta dialettale.
Nel 1989 venni segnalato quale miglior ‘Poeta in erba’ durante la 32° edizione del concorso dialettale ‘Penna d’Oro’ di Gromo (Bg). L’anno successivo ottenni un terzo posto nella VII edizione del concorso ‘Premio Dossena’ di Dossena (Bg).
Potete quindi dedurre che da bambino i miei pensieri si esprimevano su carta mediante il dialetto bergamasco. Con l’avanzare degli anni i miei interessi divennero altri e abbandonai la scrittura, pur rimanendone sempre a contatto grazie a mio padre che nel frattempo pubblicò la sua prima raccolta di poesie.
Tutto ciò fino all’anno scorso quando, in seguito ad avvenimenti che cambiarono la mia vita, ripresi la mia amata Penna tra le dita e mi misi a scarabocchiare foglietti sparsi nel tentativo di esprimere qualcosa. Ora mi dedico a componimenti in lingua italiana e spero di riuscire a trasmettere emozioni a chi li leggerà. Cavalcando sempre i sogni.
Desertico caos
E mi rivedo lì,
supino su di una vecchia moquette lacera e maleodorante
ad osservare un enorme poster di facce senza volto,
ad ascoltare il sordo rintocco del tempo che se ne va.
Lì,
ingannato dalla mia falsità,
stanco di un gioco che non ha vincitori,
con lo stomaco stretto in un nauseante abbraccio.
Lì,
tra torbidi ricordi di attimi mai vissuti
dove complici, la nebbia e il silenzio
rendono cieca e assordante la finta realtà.
Lì,
ora chiedo ribellione alla tua dittatura
fatta di terrore e schiavitù;
smentisco il tuo vangelo da falso profeta.
Lì,
ora chiudo la porta alla tua alcova;
ti volto le spalle e ti osservo vagare, solo,
nel tuo inutile, desertico caos.